ENPortaliCerca

Facoltà di Scienze Politiche e Sociali

Politiche pubbliche

Milano

Anno accademico 2022/2023

Durata 2 anni

Lingua Italiano

Classe di laurea LM-63 (Scienze delle pubbliche amministrazioni)


I contenuti

La laurea magistrale in Politiche pubbliche mira a fornire le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per comprendere, ideare, sviluppare, monitorare e valutare le politiche e gli interventi (realizzati tanto da soggetti pubblici che privati) in diversi settori della vita sociale ed economica.

Il corso di laurea è strutturato in una parte comune e in una parte specifica, secondo due differenti curricula:

  • Modelli e strumenti per la gestione del welfare e dello sviluppo sostenibile (MOST);
  • Politiche per la sicurezza (PoliSi).

La didattica fornisce sia competenze trasversali (che includono discipline quali economia, diritto, scienza politica, sociologia, statistica) sia competenze relative a specifiche politiche a seconda del curriculum scelto dallo studente.
In particolare, i laureati devono sviluppare competenze adeguate a:

  • analizzare le politiche ed i loro problemi attuativi (policy analysis);
  • concepire e progettare le diverse opzioni politiche (policy analysis);
  • seguire l’implementazione delle politiche e il loro monitoraggio (policy monitoring);
  • misurare e valutare gli effetti prodotti dalle politiche implementate (policy evaluation), con specifico riferimento ai settori della criminalità e della sicurezza, del welfare, della sostenibilità ambientale e sociale, nonché della cultura.

Politiche per la sicurezza fornisce una preparazione per comprendere e affrontare le problematiche della criminalità e della sicurezza all’interno delle istituzioni pubbliche e private.
Per questo gli insegnamenti specifici di PoliSi si basano su una forte interdisciplinarietà dei saperi (criminologia, sociologia, economia, diritto, metodologia della ricerca, statistica, tecnologie per la sicurezza), sull’internazionalizzazione delle attività di insegnamento e delle attività applicative (alcuni corsi sono in
inglese) per facilitare gli scambi e le comparazioni tra sistemi diversi e sull’esperienza di docenti che provengono dall’università, dal mondo delle imprese e dalla pubblica amministrazione.

Tra gli sbocchi professionali più frequenti, i laureati del curriculum PoliSi intraprendono carriere come Operatori della sicurezza.
Queste figure svolgono compiti di supporto decisionale al responsabile della sicurezza di un’organizzazione attraverso l’analisi e l’identificazione delle vulnerabilità del sistema in cui è inserito e di individuarne strumenti di monitoraggio, valutazione, prevenzione e riduzione del danno. Possono inoltre contribuire allo
sviluppo di iniziative, misure e piani di sicurezza dell’organizzazione e allo svolgimento di attività operative connesse alla funzione di prevenzione e gestione di eventi dannosi (es. reati, disastri naturali, etc.).
Le principali competenze sono giuridiche (per la comprensione normativa di riferimento e dei perimetri dazione del mandato dell’organizzazione), criminologiche (per la comprensione dei problemi e l’individuazione dei rimedi), statistiche/metodologiche (per la misurazione dei problemi e dell’efficacia delle soluzioni)
ed economiche (per la comprensione delle risorse disponibili in capo all’organizzazione da destinare agli interventi e della loro sostenibilità economica).

Più in particolare, i laureati nel curriculum PoliSi svolgono le funzioni di:

  • Operatore nelle Forze di Polizia
  • Operatore/Consulente per politiche sulla criminalità e sulla sicurezza pubblica in istituzioni internazionali e pubbliche amministrazioni
  • Operatore/Consulente per la gestione della criminalità e della sicurezza in imprese private
  • Collaboratore alla ricerca in istituti italiani ed esteri sui temi della sicurezza e della criminalità

Questo curriculum si concentra sulla progettazione, la gestione, l’analisi e la valutazione delle politiche e degli interventi di promozione del benessere personale e collettivo (per l’inclusione e la coesione sociale, la tutela e la promozione della salute, lo sviluppo del capitale umano, la crescita e la tutela del territorio e del patrimonio artisticoculturale, lo sviluppo sostenibile). La rilevanza dei temi trattati nel curriculum è data dalla profonda riconsiderazione in corso rispetto al significato e ai modi dell’intervento pubblico e privato nell’economia e nella società, sia a livello internazionale che in Italia. Ad esempio, mentre è aumentata l’esigenza di contenere le dimensioni, e soprattutto, i disavanzi dei bilanci pubblici, è cresciuto il numero delle persone bisognose di ottenere qualche forma di sostegno da parte della comunità.
Le due esigenze possono diventare compatibili solo spendendo meglio le risorse, rendendo sempre più pluraliste le politiche e immaginando come il “bene comune” possa essere perseguito anche da soggetti di natura privata.
Questo curriculum mira dunque a fare apprendere le metodologie e gli strumenti operativi che consentono di ideare politiche e interventi in grado di affrontare in modo innovativo i problemi collettivi, aumentando il grado di autonomia delle persone e delle comunità, così da rendere le prime più libere e le seconde più sostenibili. Il percorso di studio si concentra anche sugli strumenti tecnici, che consentono di misurare in maniera precisa l’efficacia degli interventi realizzati.

Quadri e dirigenti della pubblica amministrazione (comuni, regioni, stato, Unione Europea, enti pubblici non territoriali), di imprese a fine di lucro e di organizzazioni non profit che operano nei settori del welfare e del benessere collettivo.
In contesti pubblici, il profilo professionale si presta a svolgere funzioni di supporto alla programmazione, gestione e valutazione di interventi nei settori del welfare. Nei contesti privati (profit e non profit) le competenze acquisite permettono inoltre di ricoprire funzioni di ideazione e gestione di strumenti per il welfare aziendale, oltre che di facilitazione delle partnership pubblico-privato.

Operatore per la gestione e le strategie ambientali All'interno di imprese del settore privato, la persona formata può operare nelle funzioni/ uffici 'ambiente sicurezza' per l'interpretazione e applicazione delle normative ambientali e delle eventuali strategie volontarie di impresa (Corporate Social Responsibility, reporting
ambientale e sociale di impresa). Nell'ambito di istituzioni pubbliche europee ed internazionali, la persona può operare nei processi di policy making e nel supporto ad essi, ad esempio attraverso il supporto di ricerca e gestione delle conoscenze, l'interazione con gli stakeholders, la valutazione dei processi di implementazione. Nell'ambito di istituzioni locali, può operare nei processi implementativi delle normative ambientali, nella formulazione di strategia di sviluppo locale sostenibile (es piani di gestione del territorio), nelle funzioni di comunicazione con gli stakeholders locali, nell'applicazione di Agenda 21 Locale, Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), Valutazione Ambientale Strategica (VAS).