Portali Cerca

Scienze matematiche, fisiche e naturali

Preside: Prof. Maurizio PaoliniPreside: Prof. Maurizio Paolini

Chi sceglie di iscriversi alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali non si accontenta di stare in superficie, ma preferisce andare a fondo delle cose: la voglia e la passione di comprendere e di approfondire sono le caratteristiche fondamentali di questa facoltà e di chi sceglie di farne parte, intraprendendo una strada piuttosto impegnativa e ricca di stimoli e occasioni.

Vai alla Facoltà:
Galileo diceva che “l’universo è scritto in lingua matematica”. Si tratta di un meraviglioso
mistero che fa della matematica lo strumento ideale per comprendere il mondo
Maurizio Paolini, Preside della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali

Nata nel 1971 con l’obiettivo di formare insegnanti, oggi la Facoltà può offrire ai suoi studenti una prospettiva molto più ampia e la possibilità di fare importanti esperienze di studio e di ricerca nelle migliori università europee ed extraeuropee.

La connessione sempre più forte con il mondo del lavoro ne fa un percorso ricco di stimoli, adatto a chi non solo ama i numeri e i teoremi, ma vuole anche imparare - come Niccolò Tartaglia, il celebre matematico bresciano del 1500 - a usarli come strumento conoscitivo della realtà che lo circonda.

La Fisica e la Matematica, oltre a contribuire sin dall’antichità al patrimonio culturale dell’uomo, hanno avuto nel secolo scorso, e stanno tuttora avendo, un imponente aumento di applicazioni nella vita quotidiana, per esempio in quelle medico-biologiche ed economiche, oppure di tutela ambientale, grazie anche ai progressi senza precedenti dell’Informatica. La comprensione di queste discipline è oggi non solo una chiave di lettura della realtà, ma si rivela fondamentale per chi desideri un bagaglio di conoscenze solido e duraturo e soprattutto una forma mentis adatta a razionalizzare i problemi e con le competenze necessarie alla loro soluzione.

Io ritengo che l’Università contemporanea, se ha il dovere di collaborare per il progresso delle scienze e di seguire la metodologia richiesta da ognuna di esse, non deve però mai porre in secondo ordine ciò che esige il riconoscimento del suo primato, vale a dire l’uomo, la persona umana, il mondo della spiritualità