Università Cattolica del Sacro Cuore

Nel nuovo scenario del turismo globale, la spesa dei viaggiatori riflette un cambiamento profondo nelle motivazioni di viaggio. Secondo lo studioTop Five Trends Shaping Travel into 2026 di Euromonitor International, i turisti non cercano più solo una destinazione, ma esperienze sempre più allineate a interessi individuali, lifestyle e valori personali.

I dati sull’in-destination spending confermano chiaramente questa trasformazione: il food & dining emerge come la categoria con il più alto livello di spesa complessiva in destinazione, superando tutte le altre voci, incluse attrazioni, esperienze, mobilità e wellness. L’esperienza enogastronomica non è più un semplice servizio accessorio, ma un elemento centrale del viaggio, capace di generare il maggiore impatto economico diretto per le destinazioni.

Accanto al primato in termini di valore, il food & dining mostra anche una crescita annua solida, segnale di una domanda strutturale e duratura. I viaggiatori vogliono mangiare locale, scoprire tradizioni gastronomiche, partecipare a food tour e vivere esperienze culinarie autentiche che rafforzino il legame emotivo con il territorio.

Sebbene categorie come esperienze e attrazioni registrino i tassi di crescita più rapidi, è il food & dining a rappresentare oggi la voce di spesa più rilevante. Per destinazioni e operatori turistici, il messaggio è chiaro: investire nell’offerta enogastronomica significa intercettare il cuore della domanda contemporanea.

In questo contesto, cresce anche il bisogno di competenze capaci di trasformare il prodotto enogastronomico in esperienza culturale e narrativa. Il valore non risiede più solo nel consumo, ma nella capacità di raccontare il cibo e il vino come espressione di identità, territorio e storia.

Dal prodotto all’esperienza: formazione per il nuovo turismo enogastronomico

Per l’Italia, il vino rappresenta un elemento imprescindibile dell’esperienza food & dining. Non è solo un accompagnamento al pasto, ma parte integrante della cultura gastronomica e dell’identità dei territori. In questo senso, il vino diventa un potente catalizzatore dell’esperienza turistica, capace di unire dimensione sensoriale, culturale ed emozionale, rafforzando il valore complessivo della spesa in destinazione.

È proprio in questa direzione che si inserisce il corsoI verbi del vino. Conoscere, narrare, posizionare, comunicare” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, un percorso formativo che risponde alle nuove esigenze del turismo esperienziale e della valorizzazione enologica. Il corso fornisce solide conoscenze sulla storia e sull’antropologia dei prodotti vinicoli, approfondendo al contempo gli aspetti sensoriali e la terminologia legata all’esperienza gustativa, elementi oggi centrali nell’offerta food & wine destinata ai viaggiatori.

Accanto alla dimensione culturale e sensoriale, il corso sviluppa competenze chiave nella comunicazione e promozione dei prodotti vinicoli, preparando i partecipanti a narrare il vino e il territorio, riconoscere le principali dimensioni sensoriali nell’analisi di un vino e individuare le leve comunicative più efficaci per valorizzarlo sul mercato turistico.

In un’epoca in cui mangiare e bere in viaggio significa cercare autenticità, emozione e significato, il corso “I verbi del vino. Conoscere, narrare, posizionare, comunicare” rappresenta uno strumento strategico per formare professionisti in grado di intercettare la domanda contemporanea e rafforzare il ruolo del food & dining come motore economico e culturale delle destinazioni.

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