Cesare Tiezzi, dal FIM JuniorGP alla Cattolica
sognando Valentino Rossi (e la MotoGP)
I volti della Dual Career
«In effetti, non ne conosco altri che facciano anche l’università» racconta Cesare. «Quando vedevo che i miei “colleghi” smettevano ad andare a scuola, e andavano solo in moto, volevo fare la stessa cosa. Ma i miei genitori hanno sempre dato molta importanza alla scuola e, crescendo, ho capito il motivo. Il metodo che mi dà lo studio e l’impegno che devo mettere per portare avanti entrambe le cose mi sono utili anche nella mia carriera sportiva».
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Cesare ce lo spiega, e sorride quando gli chiediamo di chiudere gli occhi e immaginarsi sul rettilineo di Imola, la sua pista preferita, quella dove ha vinto il Campionato italiano Moto3. «Le piste preferite dei piloti sono quelle dove vanno forte» ribatte, mentre spiega dove staccare alle Acque Minerali. Proprio per questo gli piace Pecco Bagnaia, due volte campione del mondo della MotoGP, piemontese come lui. «Apprezzo molto il suo metodo di lavoro, la capacità di lavorare in team e di risolvere i problemi», mentre a Marc Marquez invidia «quello che riesce a fare in pista, è unico e irripetibile». L’anno prossimo, quando il pilota di Chivasso e quello di Cervera si divideranno il box del team factory Ducati, «tiferò Bagnaia», dice, ma «sarei contento anche se Marquez riuscisse a ottenere la vittoria nel Mondiale, dopo tutto quello che ha passato».
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