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respiro

Respiro

Installazione ambientale

GIAN MARIA TOSATTI

Respiro non aggiunge oggetti allo spazio, ma lo trasforma attraverso la luce attenuata, i suoni ovattati e una lenta gocciolatura di sangue sintetico. Quasi una ferita «sotto pelle» dell’edificio, l’opera fa affiorare le tracce della storia dentro la vita quotidiana dell’università.

L’installazione ambientale Respiro concepita per l’ambulacro superiore dell’università, si configura come un intervento quasi impalpabile all’interno di uno spazio storicamente caratterizzato, affacciato su uno dei chiostri bramanteschi. Gian Maria Tosatti prosegue con questa sperimentazione la sua ricerca sullo spazio come luogo in cui la storia lascia tracce, anche quando queste non sono immediatamente visibili. L’intervento non introduce nel corridoio alcun oggetto autonomo, ma modifica in modo quasi impercettibile l’ambiente esistente: la luce si attenua, i suoni vengono ovattati, la percezione dello spazio cambia. È una modalità operativa caratteristica di Tosatti, che concepisce spesso le proprie installazioni come dispositivi capaci di far emergere la memoria e la dimensione simbolica dei luoghi. In Respiro questa presenza invisibile assume una forma concreta nella lenta gocciolatura di sangue (sintetico) proveniente dalla grata di aerazione. Il sangue diviene così la traccia di qualcosa che attraversa l’edificio «sotto pelle»: un’immagine insieme fisica e spirituale, che suggerisce la persistenza della storia e delle sue ferite nel presente. Particolarmente significativo è che tutto ciò avvenga senza interrompere la vita quotidiana dell’università: studenti, docenti e visitatori continuano a percorrere il corridoio, mentre l’opera introduce, quasi silenziosamente, un elemento perturbante nella normalità.

GIAN MARIA TOSATTI - biografia dell'artista