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Lua exausta

Lua exausta

2000, ferro; 230 x 60 x 80 cm; Collezione José Lobo de Vasconcelos

RUI CHAFES

(Luna esausta)

Appesa e separata dal suolo, la scultura contraddice il peso naturale del ferro e sembra galleggiare nello spazio. Il rapporto diretto con l’architettura ne trasforma la percezione, mentre il titolo associa alla forma scura e sospesa l’immagine di un corpo celeste “stanco” e trattenuto nel vuoto.

La scultura sospesa mette in discussione la naturale percezione del ferro come materiale pesante e statico. Il rapporto con il vuoto diventa parte integrante dell’opera: la forma non occupa semplicemente uno spazio, ma sembra dipendere da esso e dalla distanza che la separa dal suolo. La collocazione sospesa è essenziale e trasforma la scultura in una presenza che entra direttamente in relazione con l’architettura e con il vuoto. Chafes ha più volte collocato quest’opera in rapporto con edifici e spazi preesistenti, facendo apparire la forma come una presenza inattesa. Il titolo associa alla materialità del ferro un’immagine poetica e quasi cosmica che accentua l’ambiguità tra solidità fisica e fragilità evocativa. Questa associazione è caratteristica del lavoro dello scultore portoghese che accompagna forme rigorosamente astratte con parole capaci di evocare stati interiori, immagini e condizioni esistenziali.

RUI CHAFES - biografia dell'artista