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Psicologia

Preside: Prof. Alessandro AntoniettiPreside: Prof. Alessandro Antonietti

L'offerta formativa della Facoltà di Psicologia vanta una lunga storia che ha inizio con le esperienze pionieristiche di padre Agostino gemelli, fondatore dell'Ateneo, che con il suo Laboratorio di Psicologia, avviato agli inizi del secolo scorso, ha contribuito in modo decisivo al progresso di questa disciplina in Italia.

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La nostra Facoltà è il frutto della decantazione di una tradizione molto lunga: si tratta di un'eredità incredibile, che è l'idea di una cultura ampia fondata su una molteplicità di discipline, dalla medicina alla filosofia, che consente di porre le giuste domande al sapere. Ecco il miracolo generativo di questa nostra facoltà: la straordinaria collaborazione tra studiosi e tra saperi differenti, che ha portato a lavorare a un progetto di respiro ampio e di lunga prospettiva, di cui gli studenti sono stati e sono ancora oggi i protagonisti veri

 

Eugenia Scabini, primo preside della Facoltà di Psicologia (Ad fontes, 2011)

Il Laboratorio di Psicologia (1924), la scuola di Specializzazione in Psicologia del Lavoro (1955), l'Istituto di Psicologia (1958), la Scuola di Specializzazione in Psicologia (1964), il Dipartimento di Psicologia (1983), il corso di laurea in Psicologia (1993), l'Alta Scuola di Psicologia Agostino gemelli - ASAg (2001), la Scuola di Dottorato in Psicologia (2004) sono gli importanti risultati di questo percorso.
La Facoltà di Psicologia, nata nel 1999, ha oggi una posizione di primo piano nel mondo universitario e nelle classifiche di valutazione della qualità, collocandosi fra le prime duecento a livello internazionale (fonte: QS World University Ranking, 2018) e al di sopra della media dell'offerta formativa italiana a livello nazionale (fonti: Nucleo di Valutazione Università Cattolica e Alma Laurea, 2016-2017).

La Facoltà, i cui valori storici vivono nel presente e sostengono il futuro, propone una formazione:

  • attenta alla persona e ai contesti di vita;
  • ancorata ai progressi della ricerca scientifica più qualificata e aggiornata a livello internazionale;
  • aperta al dialogo con le altre scienze (biologia, filosofia, scienze umane...);
  • pluralista rispetto alle scuole e agli orientamenti teorici e di metodo presenti nella disciplina;
  • interessata ad applicazioni e interventi che il sapere psicologico può sostenere.
Io ritengo che l’Università contemporanea, se ha il dovere di collaborare per il progresso delle scienze e di seguire la metodologia richiesta da ognuna di esse, non deve però mai porre in secondo ordine ciò che esige il riconoscimento del suo primato, vale a dire l’uomo, la persona umana, il mondo della spiritualità