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Silvia Vegetti Finzi, Psicologa

Questa non è una storia ma un lampo della mia memoria

Mi vedo entrare, con il turbamento della prima volta, nella sobria palazzina dell’Istituto di Psicologia, dov’ero stata ammessa come specializzanda.
Era l’autunno del 1964 e mi lasciavo alle spalle i fiammeggianti chiostri del Bramante, la religiosità che ispirano, la vita conventuale, dedicata allo studio e alla preghiera, che evocano.

Ero entrata in Cattolica come studentessa di Pedagogia nel 1956.
Il rettore, Padre Gemelli, ci aveva accolto con un discorso esaltante ricordandoci che, secondo una recente ricerca, la società aveva bisogno di una nuova classe dirigente e ci attendeva il compito di rispondere degnamente all’attesa.

Tra gli insegnanti, per lo più uomini anziani, emergeva un’autorevole personalità femminile, Sofia Vanni Rovighi, docente di Storia di Filosofia Medioevale prima, di Filosofia morale poi. Una figura di mistica che sublimava l’esser donna in un austero aspetto monacale. Le sue lezioni esprimevano un rigore logico conforme alla razionalità del tomismo classico, attualizzato dalla partecipazione al dibattito filosofico europeo e dalla prospettiva scientifica. Una prospettiva che il giovane e brillante Assunto Quadrio, docente di Psicologia dell’età evolutiva, giunse opportunamente a realizzare. La tesi sostenuta con lui (credo di essere stata la sua prima laureata) mi aprì le porte dell’Istituto di cui stavo varcando la soglia.

Quando mi trovai di fronte a ricercatori in camice bianco, impegnati in indagini sperimentali, mi sembrò di essere entrata nella modernità, di incamminarmi verso il futuro. Non sapevo che il direttore dell’Istituto, Leonardo Ancona, vi stava importando la Psicoanalisi freudiana, appena assolta, grazie alla sua mediazione, dall’accusa di “pansessualismo” rivoltale dalla dottrina Cattolica.

L’incontro con il “sapere dell’inconscio” fu una scoperta che segnò la mia vita di donna impegnata nella riflessione femminista, di psicoterapeuta, docente universitaria, giornalista e scrittrice.

Solo ora, giunta al termine degli anni, scorgo il filo rosso che connette una piccola storia alla Storia e vi ringrazio di avermi offerto l’opportunità di condividerne il ricordo.

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