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Gherardo Colombo, Ex Magistrato

Sono entrato in Cattolica un po’ recalcitrante (hanno influito molto sulla scelta le insistenze di mio padre) nel 1965 e ne sono uscito nel 1969, a novembre, un mese prima che in Piazza Fontana scoppiasse la bomba.

All’inizio la Cattolica era un altro mondo.

Le ragazze dovevano portare un grembiule nero, e se casualmente vi entravano senza erano perseguitate dai commessi: è ancora vivido il ricordo di quando impedirono alla mia ragazza di allora, che si era sentita male, di sedersi su una panchina del chiostro, perché non aveva il grembiule (forse anche per quello il ’68 è scoppiato lì).

Però, alla Cattolica c’era Franco Cordero. Ho seguito con lui procedura penale e filosofia del diritto, e con lui mi sono laureato. Le sue lezioni (eravamo in pochissimi), i suoi testi, ed i libri del corso (fondamentale Hans Welzel), hanno contribuito a formarmi come giurista ed anche come persona.

C’era Orio Giacchi, diritto canonico e diritto ecclesiastico, le cui lezioni erano affollatissime: seduceva con la sua verve, era brioso, spigliato, seguirlo era letteralmente uno spasso (la sua era l’unica aula dalla quale si sentivano scoppiare con una certa frequenza fragorose risate).

C’era Giorgio Balladore Palieri, che mi ha fatto innamorare della Costituzione.

C’erano tanti altri docenti di elevato livello.

Pochi i ricordi di compagni, qualcuno dei primi due anni: a ottobre del terzo sono partito per il militare, ho smesso di frequentare, soltanto gli esami e la laurea.

Intanto cambiava il mondo, cambiava la Cattolica, per diventare progressivamente quello che è, ed io continuo a ricordare ciò che mi ha messo dentro e a ringraziare l’insistenza di mio padre che mi ha permesso di conoscerla. 


Nella foto: Gherardo Colombo al terzo anno di università, mentre contemporaneamente svolgeva il servizio militare. Qui è con il padre Amilcare e il fratello Alessandro

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