Il tirocinio professionale del secondo anno inserisce lo studente in un contesto lavorativo reale, dove può osservare e iniziare a svolgere in prima persona l’attività dell’assistente sociale, con un approccio guidato e progressivamente più autonomo.
L’Università collabora con numerosi assistenti sociali e enti convenzionati, individuando ogni anno le sedi di tirocinio più adeguate agli obiettivi formativi del percorso.
L’esperienza è seguita da un assistente sociale supervisore dell’ente ospitante, da un tutor universitario responsabile del piano di lavoro e del monitoraggio, da attività di gruppo nel Laboratorio di guida al tirocinio e da un referente organizzativo che cura la gestione delle sedi e gli aspetti amministrativi.
Il tirocinio prevede 40 ore di attività in aula e 250 ore sul campo, con la possibilità di un’estensione facoltativa. Si svolge indicativamente da gennaio a maggio, con incontri distribuiti su due giorni a settimana e momenti intensivi nei periodi di sospensione delle lezioni. Il calendario viene definito dal tutor universitario insieme al supervisore dell’ente ospitante.
Per l’accesso è necessario aver superato entro la scadenza prevista l’esame di Metodologia del Servizio Sociale I e il Laboratorio di Orientamento al Servizio Sociale. In caso contrario, lo studente frequenta il Laboratorio di guida al tirocinio e svolge l’esperienza nell’anno accademico successivo.
Il tirocinio è obbligatorio per tutte le 250 ore previste e richiede la frequenza di almeno due terzi delle attività in aula.
Consente l’acquisizione di 12 CFU complessivi, attribuiti tramite appello dedicato, previa consegna della documentazione richiesta (registro, valutazione del tutor e relazione finale).
L’attivazione avviene tramite il portale dedicato, dopo l’assegnazione della sede da parte dell’Università, effettuata sulla base della disponibilità degli enti, degli obiettivi formativi e, quando possibile, della residenza dello studente.