Università Cattolica del Sacro Cuore

Dalle Olimpiadi una sfida concreta per occupazione e innovazione

Le grandi manifestazioni sportive rappresentano oggi molto più di un macro-evento: sono un incrocio strategico tra sviluppo economico, innovazione e crescita sociale. Lo abbiamo visto con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. In questo scenario, il legame tra pubblico e privato diventa sempre più decisivo per trasformare la legacy degli eventi in opportunità concrete, soprattutto per le nuove generazioni.

È proprio su questo focus che si inserisce la riflessione di Federica Olivares, Founder and Director dell’International Program and Master in Public and Cultural Diplomacy di ASERI, Università Cattolica, pubblicata dal Sole 24Ore lo scorso 21 aprile. Scrive la Prof.ssa Olivares: “Ma perché sempre volontari i nostri giovani? Dato che le Olimpiadi sono sempre più un potente motore economico, è ora che la legacy di questi grandi eventi diventi un’occasione di reale impatto sociale che metta al centro i giovani: un piano di nuove competenze e occupazione grazie al settore emergente dello Sport-Tech, nato dall’intersezione fra sport e tecnologie, che spazia dalle innovazioni nel campo delle performance degli atleti, agli sport virtuali fino a tutti gli aspetti della gestione di squadre e di interi settori sportivi.” 

Lo sport, infatti, sta vivendo una fase di profonda evoluzione, trainata dall’accelerazione tecnologica che sta ridefinendo non solo le performance, ma anche i modelli organizzativi, formativi e di partecipazione. In questo contesto, assume un ruolo centrale anche “il cosiddetto digital engagement sviluppando nuovi ambiti come gli sport virtuali”, segno di un settore che deve saper intercettare linguaggi e strumenti delle nuove generazioni.

All’interno di questo ecosistema, l’università è chiamata a svolgere un ruolo chiave come ponte tra conoscenza, ricerca e mondo del lavoro. Non solo nella formazione accademica ma come hub capace di integrare competenze manageriali, sportive e tecnologiche, collaborando con imprese, federazioni e istituzioni per sviluppare percorsi innovativi e interdisciplinari mettendo a sistema le migliori competenze.

Diventa quindi fondamentale assecondare questa crescita con percorsi strutturati e la Professoressa Olivares propone un piano a lungo termine: “Avrebbe quindi grande impatto, adesso a caldo delle nostre Olimpiadi, lanciare un programma reale di upskilling e potenziale occupabilità per i giovani, che parta da una formazione innovativa che integri competenze trasversali tipiche dello Sport-Tech. Non solo a livello universitario ma anche con percorsi formativi ad hoc per le scuole secondarie e gli istituti professionali, che creino opportunità diffuse e accessibili.”

In questa prospettiva, la collaborazione tra università, istituzioni pubbliche e realtà private non è più un’opzione, ma una necessità per costruire filiere formative solide e aggiornate: “Queste realtà possono assicurare un know-how formativo anche attraverso percorsi di stage e apprendistato.”

Lo sport, dunque, è chiamato a stare al passo con la crescita esponenziale della tecnologia, non solo per restare competitivo, ma per ampliare il proprio impatto educativo e sociale. “E soprattutto dare allo Sport l’opportunità di fare quello che lo Sport sa fare meglio per le nostre Next Generations: prepararle a una nuova Cittadinanza globale attiva”.

Una direzione chiara quella prospettata dalla Prof.ssa Olivares: fare dello sport un motore di crescita che, in sinergia con innovazione, formazione universitaria e istituzioni, sappia generare competenze, reali opportunità lavorative e cittadinanza attiva.

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