Università Cattolica del Sacro Cuore
Si sono conclusi con il seminario Gestione del cambiamento e sostenibilità nelle Amministrazioni Pubbliche i 7 corsi Valore PA finanziati dall’INPS e rivolti a dirigenti, funzionari e dipendenti pubblici.

 

Alcuni di questi corsi sono stati riproposti e saranno attivati nei primi mesi del nuovo anno (visita la pagina dedicata per maggiori approfondimenti e per conoscere l'offerta formativa 2019-2020).

 

Dopo i saluti introduttivi, il prof. Vito Moramarco (Direttore di ALTIS - Alta Scuola Impresa e Società che ha organizzato i corsi) ha sottolineato l’importanza dell’introduzione degli obiettivi di sostenibilità nelle aziende pubbliche e private, segnalando come la PA rivesta un ruolo centrale in qualità di regolatore dei comportamenti della società civile e, al contempo, di soggetto che deve tenere conto della sostenibilità al proprio interno. La sostenibilità può essere pertanto intesa come un possibile paradigma di cambiamento di una Pubblica Amministrazione che nel medio-lungo periodo cerca di innovare investendo ad esempio sul benessere organizzativo, sulle pari opportunità, sugli strumenti di welfare aziendale e di diversity management (sostenibilità sociale), prestando attenzione all’efficienza e all’uso delle risorse (sostenibilità economica), riducendo l’impatto ambientale attraverso scelte di green economy, economia circolare e mobilità sostenibile (sostenibilità ambientale) e da ultimo promuovendo la partecipazione degli stakeholders ai processi istituzionali attraverso, ad esempio, il dibattito pubblico e la coproduzione dei servizi (sostenibilità istituzionale).

 

La prof.ssa Elena Zuffada (responsabile scientifico dei corsi), illustrando il programma della giornata, ha spiegato come l’innovazione sia necessaria per permettere alla PA italiana di recuperare in termini di competitività. A partire da una breve analisi del posizionamento dell’Italia nei ranking internazionali, ha illustrato come gli ambiti del cambiamento possano riguardare il tema dei servizi (le infrastrutture attraverso cui il Paese può creare condizioni di crescita per le imprese), la gestione delle risorse umane (la cultura organizzativa e il comportamento dei singoli soggetti) e la relazione con gli stakeholders (la capacità della PA di interagire con portatori d’interesse diversi per recepire le loro istanze e progettare servizi pubblici più mirati, per comunicare ed orientare verso la fruizione dei servizi e in termini di rendicontazione per illustrare il valore pubblico generato), ossia i 3 macro temi su cui si sono concentrati i corsi Valore PA attivati nei mesi scorsi.

 

La sessione di lavoro è proseguita con l’intervento della dott.ssa Paola D’Amicis, Responsabile Team Credito e Welfare Dipendenti Pubblici di INPS che ha portato la visione dell’Istituto sul capitale umano nella PA, sottolineando l’impegno per la formazione executive attraverso dottorati di ricerca, scuole di specializzazione in medicina, master e corsi di formazione. In particolare si è soffermata sulla ratio e sull’evoluzione del programma Valore PA dalle origini sperimentali ad oggi, illustrandone obiettivi, strumenti operativi e linee di sviluppo.
Specifica attenzione è stata dedicata alle novità dell’edizione 2019, che riguardano soprattutto la digitalizzazione del progetto e la profilazione dei fabbisogni in linea con il ciclo della performance. Le aree tematiche e le competenze su cui si concentreranno le prossime iniziative saranno infatti coerenti con il piano dei fabbisogni del comparto (richiesto dal Dipartimento della Funzione Pubblica alle Amministrazioni stesse), a sottolineare l’importanza di una formazione collegata agli obiettivi strategici dell’Ente e finalizzata a superare eventuali gap.

 

Una visione internazionale del tema innovazione e cambiamento nella PA è stata portata dalla prof.ssa Ileana Steccolini (Professore di Contabilità presso l’Essex Business School, Chair e Fondatore del Gruppo di Interesse Speciale Contabilità e Responsabilità all’interno dell’International Research Society of Public Management-IRSPM, Chair del Comitato Scientifico Permanente della European Accounting Association) che ha confermato come il settore dei servizi, il coinvolgimento degli stakeholders, la trasparenza e la gestione del personale siano ambiti in cui la necessità di cambiamento è particolarmente sentita.
Da alcune ricerche condotte negli ultimi anni emerge che, sebbene con alcune differenze tra i Paesi di common law e quelli di civil law e tra i Paesi di civil law stessi, il ruolo delle leggi resta centrale per attivare il cambiamento; ma quando il cambiamento ha davvero successo? Il cambiamento è reale quando si riesce ad individuare una motivazione giusta o desiderabile oppure un senso di direzione in quello che si sta facendo, in altri termini quando è presente la volontà di creare valore pubblico.
Come fronteggiare il cambiamento e farlo diventare parte della routine quotidiana? Come affrontare gli shock scatenati nelle organizzazioni dalle situazioni di cambiamento? Esistono differenti modalità di reazione sulla base dei diversi modi di intendere il concetto stesso di resilienza: affrontare lo shock e ritornare alla situazione preesistente oppure apprendere dallo shock per costruire una situazione differente dal passato ed essere in grado di anticipare il prossimo cambiamento.

 

Idee concrete per il cambiamento nel pubblico e nel privato sono state illustrate dalla dott.ssa Chiara Bisconti, ex Direttore HR per il Gruppo Nestè, ex Assessore al personale al Comune di Milano ed attualmente Presidente di Milanosport.
Tre essenzialmente i fattori che possono portare le organizzazioni ad innovare: la gestione del tempo e dello spazio (ad esempio il lavoro agile, l’uso degli spazi in modo diverso, anche a beneficio dell’utenza, come l’apertura al pubblico dei palazzi storici sedi degli uffici), la sburocratizzazione e l’umanizzazione della PA (ossia la semplificazione del linguaggio amministrativo e l’attenzione alle persone), i passi indietro rispetto alla quotidianità (la capacità di misurarsi con l’esterno, lasciando spazio alle idee e alle competenze di altri, anche provenienti dal privato).
Cosa fare quindi concretamente per essere un primo agente di cambiamento? “Be the change you wish to see”, iniziare a cambiare la propria amministrazione con piccole azioni concrete, perché dalla somma delle piccole azioni può derivare un’innovazione di sistema.

 

Un piccolo contributo in questa direzione è stato dato dalla presentazione di esperienze di cambiamento - realizzate da diplomati MIPA e MIPAC con il supporto di docenti dei Master - e dall’analisi delle stesse al fine di individuarne i tratti di trasferibilità. Loriana Bettini, Cancelliere della Volontaria Giurisdizione presso il Tribunale di Siena, ha illustrato un progetto avviato dal basso, ossia dall’idea dei lavoratori del Tribunale che per primi hanno subito, insieme ai cittadini e professionisti, i disagi derivanti dall’accorpamento dei tribunali locali. A risorse e a normativa invariate, con il supporto delle associazioni di volontariato, sono stati aperti sportelli territoriali, formati gli operatori, riprogettate e semplificate le procedure in modo da dare in tempi ristretti una risposta ad un bisogno di giustizia. Il progetto Giustizia insieme è successivamente diventato un progetto di portata nazionale.

 

Michele Brait, Direttore Generale dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Pavia, ha sviluppato un progetto di co-branding con il Policlinico San Matteo per integrare l'offerta dei servizi medico assistenziali, indirizzando il paziente nel luogo più adeguato secondo la tipologia di bisogno assistenziale, riducendo la complessità di accesso alla cura limitando gli spostamenti delle persone e, in sostanza, migliorando la qualità dei servizi erogati.

 

Da ultimo Valentina Minosi, Responsabile Trasparenza, comunicazione e attività culturali della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano ha illustrato un progetto di miglioramento della comunicazione nel settore dei beni culturali. Lo strumento individuato – il bilancio sociale – ha permesso di rendere conto ai cittadini e comunicare il valore pubblico prodotto, di avvicinare gli stakeholders alle attività dell’Amministrazione, ma soprattutto ha consentito alla Soprintendenza stessa di fare il punto sul proprio operato.

 

Le sessioni laboratoriali pomeridiane hanno permesso di approfondire i tratti di innovazione delle differenti esperienze direttamente con i loro ideatori, analizzando vantaggi e criticità e soprattutto facendo emergere le condizioni di replicabilità dei progetti in altri contesti organizzativi. Ha inoltre consentito la condivisione di prassi e buone pratiche che i partecipanti stanno sviluppando personalmente all’interno dei propri enti.

 

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