Università Cattolica del Sacro Cuore

Shakespeare economista

Incontro  19 gennaio 2015
Aula: Chiostro Nina Vinchi – Piccolo Teatro di Milano, Via Rovello, 2 -  Ore: 17.00
Shakespeare.jpg Otello, ovvero cordoni della borsa e corde del cuore

Perché Shakespeare economista? Perché Shakespeare è Shakespeare anche nell’ambito dei rapporti tra l’esperienza letteraria (in) inglese e l’esperienza economica: acuto osservatore delle trasformazioni economiche del suo tempo; raffinatissimo interprete sulla scena della dialettica coeva tra terra e denaro; protagonista consapevole dei diversi ambiti d’azione dell’homo oeconomicus in quegli anni; saldamente radicato nella storia di chi lo ha preceduto; lungimirante perché capace di scrutare il cuore dell’uomo; insomma, Shakespeare. Tanto più significativo in questi nostri anni difficili e nella cornice delle celebrazioni shakespeariane 2014-2016.
Secondo l’anglista Frederick Turner, il Bardo per antonomasia è utile persino agli economisti poiché propone di concepire «un’economia come una compagnia teatrale, un gruppo di attori, la cui interazione genera la trama dell’opera: come quest’ultima, un’economia politica è fatta da persone le cui differenze e conflitti formano una totalità artistica che è più grande della somma delle loro parti».

 

Otello, ovvero cordoni della borsa e corde del cuore

Enrico Reggiani - Università Cattolica del Sacro Cuore

Chiostro Nina Vinchi – Piccolo Teatro di Milano, Via Rovello, 2

Cordoni della borsa e corde del cuore si intrecciano in Otello: passioni ardenti ed interessi inconfessabili ruotano soprattutto intorno a Iago, il quale manovra – appunto – i cordoni del cuore di Roderigo come quelle della sua borsa, “conosce il [suo] prezzo” ed il suo “tornaconto”, e considera Cassio un “ragioniere” e un “esperto della partita doppia” - per citare la traduzione di Agostino Lombardo, che, meglio di altre, coglie tali dimensioni econoletterarie del dramma shakespeariano.

Tuttavia, la presenza di queste ultime in Otello, quasi del tutto trascurata dagli studiosi, è talmente pervasiva da influenzare, ad esempio, con la stessa efficacia anche la rappresentazione della “divina” Desdemona (“gioiello” per il padre Brabanzio, “tesoro della nave” per Cassio, “buona presa” - ovvero legittima preda marinara - per Iago) e di Roderigo (nobile consigliato da Iago, il cui status sociale è inferiore, a vendere tutta la sua terra per finanziare il suo inutile tentativo di conquistare Desdemona).

Due cornici musicoletterarie

Igor Stravinsky

Three songs from William Shakespeare Musick to heare; Full fadom five; When Dasies pied

Giulia Grassi - mezzosoprano
Francesco Marzano - flauto
Federico Piaia - clarinetto
Clara Garcia Barrientos - viola

 

Giuseppe Verdi 

Ave Maria (da Otello)

Lucrezia Drei - soprano
Cecilia Sideri - flauto
Lorenzo Zuccalà - flauto
Federico Piaia - clarinetto
Federica Gerosa - clarinetto basso
Francesco Marzano - flauto in sol (contralto)



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