Università Cattolica del Sacro Cuore
Sviluppo risorse umane

Il Master in Sport e intervento psicosociale prepara professionisti che possono operare presso società sportive, federazioni, leghe, fondazioni, società di comunicazione e organizzazione di eventi, enti locali, consorzi sociali. 

 

Un’idea ben chiara in testa, e tanta flessibilità. Martina Colucci sapeva che con questi due ingredienti, la ricetta sarebbe stata soddisfacente. Ed è per questo che, fin da giovanissima, ha investito molte energie per realizzare il suo sogno: lavorare nello sport come psicologa. Martina ha 29 anni, abita a Monza e adora il calcio. Da tre anni e mezzo lavora per il Consorzio Vero Volley, nato solo dodici anni fa, con hub proprio a Monza, oggi protagonista sul territorio lombardo.

«Un Master decisivo per entrare in contatto con società importanti»

Dopo la laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche e la magistrale in Psicologia dello sviluppo e della comunicazione all’Università Cattolica, nel 2016 Martina inizia il suo tirocinio partendo proprio dalla sua passione, il calcio, al Settore giovanile del Milan, in affiancamento all’équipe psicopedagogica coordinata da Caterina Gozzoli, direttore dell’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli e coordinatore scientifico di Cattolicaper lo Sport. «Mi ha sempre affascinato molto l’utilizzo delle relazioni tra i soggetti che ruotano intorno all’atleta – racconta Martina –, dal rapporto con i genitori o gli amici a quello con la scuola. La mia tesi di laurea si basava sull’esperienza sportiva come strumento di inclusione sociale sui campi di Gratosoglio (un quartiere della periferia sud di Milano, ndr). Lavorare in un grande club come il Milan mi ha fornito una miniera di informazioni, di contaminazioni, di nuove idee. Stare direttamente sul campo, è stata la cosa più bella. Come quando siamo andati in ritiro estivo con l’U17. Durante quell’esperienza, Chiara D’Angelo mi ha fatto conoscere da vicino il Master in Sport e intervento psicosociale. E devo dire che aver scelto di frequentarlo è stato decisivo, soprattutto per entrare in contatto coi i partner del Master, cioè con società sportive di livello molto importante».

Tra queste, il Vero Volley, consorzio capace di coinvolgere ben sei società di pallavolo, 1600 atleti, 57 squadre, 70 allenatori in 55 diverse palestre. Martina conosceva poco il volley, ma ha iniziato subito a prendere confidenza partendo dalla Serie B femminile. «Essere flessibile è fondamentale - commenta -. A stretto contatto con la squadra, sono subito emerse le problematiche principali: il rapporto conflittuale con l’allenatore, il trasferimento in giovane età in un residence lontano da casa, la mancanza di consapevolezza sul valore aggiunto che rappresenta la presenza una psicologa all’interno di una società sportiva. La fiducia che mi è stata data dalla dirigenza del Vero Volley è stata fondamentale per fare un buon lavoro. Al termine del quale ho potuto proporre un nuovo progetto».

La proposta di Martina si chiama Parent’s School, un progetto pensato per le società affiliate al Vero Volley che prosegue tuttora. Anzi, che recentemente è stato richiesto anche al di fuori dell’area milanese e brianzola. «È rivolto ai genitori degli atleti - spiega - ed è strutturato attorno a tre macro aree: la consapevolezza genitoriale, ossia capire se il genitore è troppo coinvolto nell’attività sportiva del figlio, o se al contrario è assente; le aspettative dei genitori; le competenze da mettere in atto. Attraverso alcuni incontri di formazione, è possibile anche sondare se vi sono bisogni precisi, oppure estendere la formazione direttamente ai ragazzi. Come è accaduto in Piemonte, dove con l’U17 maschile abbiamo lavorato sulla crescita motivazionale della squadra».

«Il Master mi ha fornito gli strumenti del mio lavoro» 

Dalla Lombardia, gli incontri di formazione tenuti da Martina si sono allargati al Piemonte, all’Emilia Romagna, al Veneto, alla Campania, all’Abruzzo. Fino a suscitare l’interesse della Federazione italiana pallavolo, che l’ha portata a organizzare un ciclo di incontri proprio in Abruzzo, voluti dalla Fipav regionale. «In realtà, tutto è partito dal Master – prosegue Martina –. Mi ha fornito degli strumenti di lavoro veri e propri, che ho utilizzato appena il Vero Volley me ne ha dato la possibilità. Ricordo che a fine lezione mi faceva male la mano da quanto scrivessi sul mio quaderno degli appunti, tanti erano gli spunti interessanti. Non volevo perdermi nulla. L’aula numericamente ristretta, aiuta. E l’attenzione particolare di questo Master è sempre rivolta al panorama internazionale, ma non mancano affondi su realtà di carattere locale. Gli stimoli che ti dà sono molteplici, ma ad un certo punto sei tu che inizi a cogliere gli aspetti che senti più importanti. Ed è allora che si aprono diverse strade».


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