Università Cattolica del Sacro Cuore

Lo sport aggrega, spinge a mettere alla prova se stessi, rende più consapevoli delle proprie potenzialità e dei propri limiti. Insomma, lo sport riveste da sempre alcune funzioni molto importanti per l’uomo. Ma è anche un fenomeno complesso dal punto di vista economico, culturale, educativo e mediatico. Dunque, lavorare nel mondo dello sport richiede oggi molteplici competenze.

Gli sbocchi professionali

In Università Cattolica, il Master in Sport e intervento psicosociale dell'Alta Scuola di Psicologia - ASAG (le iscrizioni sono aperte fino al 20 settembre) prepara i professionisti che possono operare presso le società sportive, le federazioni, le leghe, gli enti di promozione, le fondazioni, le società di comunicazione ed organizzazione di eventi, gli enti locali, le cooperative e i consorzi sociali. Un panorama quasi infinito di istituzioni e realtà del mondo sportivo.

Martina e il Vero Volley

Come il Consorzio Vero Volley, nato solo dieci anni fa a Monza ed oggi protagonista sul territorio lombardo, coinvolgendo ben sei società di pallavolo. Martina Colucci, laureata in Psicologia all’Università Cattolica, ha iniziato a collaborare con il Vero Volley dopo aver frequentato l’ultima edizione del Master.
«Mi affascina molto l’utilizzo delle relazioni tra i soggetti che ruotano intorno all’atleta – racconta Martina –, dal rapporto con i genitori o gli amici a quello con la scuola. La mia tesi di laurea si basava sull’esperienza di sport come strumento di inclusione sociale sui campi di Gratosoglio (un quartiere della periferia sud di Milano, ndr)».

Lo stage al Settore giovanile del Milan

Successivamente Martina inizia il tirocinio al Settore giovanile del Milan, in affiancamento all’équipe Psicopedagogica coordinata da Caterina Gozzoli. «Durante quell’esperienza, Chiara D’Angelo mi ha fatto conoscere da vicino il Master in Sport e intervento psicosociale. E devo dire che aver scelto di frequentarlo è stato decisivo, soprattutto per entrare in contatto coi i partner del Master, cioè con società di livello molto importante».
«In realtà, tutto il Master è stato una scoperta – prosegue Martina –. L’aula numericamente ristretta, aiuta. E l’attenzione è sempre rivolta al panorama internazionale. A me è piaciuta moltissimo la trasferta a Barcellona, perché ho capito come in quella città lo sport sia rilevante in tutti i momenti di incontro. E poi abbiamo potuto visitare il Camp Nou, la Fondazione Barcellona e la Cantera. Gli stimoli che il Master ti dà sono molteplici, ma ad un certo punto inizi a cogliere gli aspetti che senti più importanti. Ed è allora che si aprono diverse strade».

Flessibilità e idee nuove

Quella della 27enne di Monza, l’ha portata ad occuparsi di uno sport che prima di allora conosceva poco. E a farlo proprio nella sua città. «Essere flessibile è fondamentale. Quando sono arrivata al Vero Volley ho iniziato a lavorare con la Serie B femminile. Sono subito emerse le problematiche principali: il rapporto conflittuale con l’allenatore, il trasferimento in giovane età in un residence lontano da casa, la mancanza di chiarezza sul valore aggiunto che rappresenta la presenza una psicologa all’interno di una società sportiva».
«Ho dunque ideato e proposto la Parent’s School, un progetto pensato per le società affiliate al Vero Volley e strutturato attorno a tre macro aree: la consapevolezza genitoriale, ossia cercare di capire se il genitore è troppo coinvolto nell’attività sportiva del figlio, oppure se è assente; le aspettative dei genitori; le competenze da mettere in atto. Dopo un anno dalla partenza di questo progetto, siamo in grado di elaborare tutti i dati raccolti».

Ilaria, da stagista a direttore generale

Diversa è la storia di Ilaria Filippi, che ha sentito il bisogno di tornare a studiare «per interesse personale». Ilaria ha 43 anni, è laureata in Giurisprudenza e abita sul lago Maggiore, dove è presidente di una piccola società di calcio: il Lesa Vergante, una asd associata al Novara Calcio. «Nel mio caso, la decisione di partecipare al Master non è dettata dalla ricerca di una professione, anzi ero in cerca di risposte».
Ma la possibilità di intraprendere un percorso di stage alla Polisportiva San Giacomo di Novara, al termine del Master, è stata la svolta. «Io sono decisamente più portata al dilettantismo rispetto al professionismo. Mi piace avere a che fare con giovani da formare, dove puoi mettere in campo valori e principi importanti. Il Master è stato molto utile perché ti dà la possibilità di incontrare qualsiasi tipo di sportivo, dall’olimpionico al dilettante. Vedi ed impari a conoscere tutte le sfaccettature dello sport».

Organizzazione e gestione delle risorse umane

Così Ilaria si iscrive al Master per sviluppare competenze da mettere a disposizione del Lesa Vergante. E invece, al termine dello stage, la Polisportiva San Giacomo non solo decide di tenerla ma le chiede di diventare il direttore generale. «Abbiamo più di 700 atleti, divisi in cinque discipline: calcio, pallavolo, pallacanestro, hockey su pista e pattinaggio artistico. Da settembre introdurremo anche il baskin, lo sport inclusivo per eccellenza. La mia funzione è di raccordo, sempre alla ricerca di un interscambio tra i diversi sport per trarre nuovi spunti».
Alla San Giacomo vengono subito valorizzate le doti organizzative e di gestione delle risorse umane di Ilaria. «Il Master mi ha dato nuove competenze, ma soprattutto una maggiore consapevolezza di quello che stavo facendo. Il confronto con gli altri studenti del corso, nonostante le differenze di età e di formazione, è stato fondamentale».

Adriano, al Master per migliorarsi come direttore tecnico

«Le differenze tra gli studenti sono anzi uno dei valori aggiunti di questo Master – continua Adriano Capobianco, laureato in Scienze Motorie –. Ognuno di noi ha fatto un’esperienza diversa perché differenti erano gli interessi e gli spunti che abbiamo voluto cogliere da questo percorso. La cosa fondamentale, per tutti, è riuscire ad ampliare la propria visione».

Una grande opportunità

Da più di dieci anni, Adriano è direttore tecnico della Polisportiva Europa di Napoli, una società affiliata al Milan con circa 750 iscritti dai cinque ai 17 anni. Oltre alle attività della scuola calcio, al Vomero la Polisportiva cura progetti di inclusione sociale. «È importante lavorare sul conflitto come strumento che aiuti a crescere – chiosa Adriano –. Al Master ho imparato a guardare le difficoltà che fanno parte del nostro lavoro con uno sguardo diverso. Per questo, averlo frequentato la considero ancora oggi una grande opportunità».


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