Università Cattolica del Sacro Cuore

1. Informazioni generali

Anno di uscita: 2016
Origine: Stati Uniti
Genere: thriller
Durata: 118 minuti
Casa di produzione: Annapurna Pictures, VICE Films, Human Stew Factory
Figure professionali: Ana Lily Amirpour (regia e sceneggiatura), Megan Ellison (produzione), Jason Momoa, Suki Waterhouse, Keanu Reeves (cast)
Riconoscimenti: Premio Speciale della Giuria (Festival del Cinema di Venezia 2016)

 

2. Descrizione

In corsa per il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia 2016, dove si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria, The Bad Batch è il secondo film della regista inglese di origine iraniana Ana Lily Amirpour.
In un futuro non meglio specificato, una donna di nome Arlen, a seguito di un processo (non viene mai specificato di quale crimine sarebbe colpevole la protagonista), viene trasportata in un’area desertica recintata da filo spinato: è qui che il governo statunitense deporta tutti gli indesiderati (il “lotto difettoso” che fornisce il titolo del film) della società come criminali e immigrati. Il territorio non è soggetto alle leggi federali e, di fatto, vige solo la forza bruta. Disorientata dallo scenario in cui si ritrova, Arlen viene immediatamente attaccata e stordita da due donne. Al suo risveglio, la donna nota immediatamente di essere priva di un braccio e di una gamba. Inorridita per essere finita prigioniera di una comunità di cannibali, Arlene riesce a fuggire e viene soccorsa dall’Eremita, una misteriosa figura senza nome né voce che la porta a Comfort Town, dove la ragazza ha modo di riprendersi dal trauma e frequentare il culto messianico sorto intorno a un uomo chiamato Il Sogno. Dopo alcuni mesi, durante una spedizione fuori dai confini cittadini, Arlen nota la donna che l’aveva attaccata al suo ingresso e ha modo di consumare la sua vendetta. La cannibale, però, ha con sé una bambina e, per non farla ritornare nella comunità di cannibali, Arlen decide di prenderla con sé e difenderla dalle nefandezze di un territorio che assume, con il passare dei minuti, le fattezze di un inferno in terra.
Distribuito da Netflix, The Bad Batch ha generato una risposta tiepida nella stampa internazionale che, pur lodando la fotografia e le inquadrature del film, ne ha criticato l’eccessiva lunghezza e il conseguente dilatamento della trama.

 

3. Ambiti distopici

The Bad Batch è chiaramente debitore alla lunga tradizione del cinema western statunitense, ma anche di pellicole recenti come Mad Max. Il film mostra un futuro più o meno prossimo in cui gli Stati Uniti non sono più l’accogliente terra delle libertà, bensì un regime reazionario che confina chiunque sia reputato “indesiderabile” in un deserto in cui è la legge del più forte a fare da padrone. Tra gli “indesiderati”, reietti di una società che non accetta più outsider, abbondano soprattutto persone di chiara origine ispanica, un’indicazione che permette di leggere il film anche come metafora delle politiche anti-immigrazione adottate da numerosi governi nazionali in Europa e che, con la presidenza di Donald Trump, sarebbero state implementate anche dagli Stati Uniti.

 

4. Coordinate-spazio temporali

The Bad Batch è ambientato in un futuro non meglio precisato, per quanto sia lecito supporre si tratti di un futuro prossimo. Lo scenario dell’azione è un’ampia area desertica che sorge al confine con il Texas ma che, dal punto di vista legislativo, non fa parte degli Stati Uniti e in cui sono detenuti gli “indesiderati”. Nel deserto sorgono alcune piccole comunità, come quella dei cannibali di inizio film e, soprattutto, Comfort Town, ispirata probabilmente alla reale Slab City, un accampamento stabile sulle ex rive del Lago Salton che accoglie chiunque voglia fuggire dalla civiltà moderna e reso celebre dal libro di Jon Krakauer Into the Wild e dall’omonimo adattamento cinematografico di Sean Penn.

 

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