Università Cattolica del Sacro Cuore

A fronte di numeri globali in continua crescita e di un’Italia florida, il 2017 del turismo è stato un anno complicato sia per le molte destinazioni prese di mira dal terrorismo sia per i turisti che hanno cominciato a tenere più in considerazione il tema “sicurezza” nelle loro scelte.

La paura di attacchi terroristici cambia le abitudini di viaggio

D’altra parte chi decide oggi la sua meta di viaggio lo fa con le immagini delle stragi di Londra e Manchester ancora negli occhi e con le notizie di attentati che giungono ormai settimanalmente da resort o destinazioni turistiche in diverse aree del mondo, dal Mar Rosso al Mali. Non è un caso che sempre più  italiani abbiano optato per fare vacanze in Italia e che anche molti stranieri, in questo 2017 che si prospetta da record, abbiano pensato al nostro Paese come a un’alternativa a destinazioni più a rischio.

Il terrorismo colpisce sempre più  i turisti e i luoghi del turismo. Si tratta di un’evidenza ormai acclarata e pensare a interventi strutturati e mirati per il settore, che vadano al di là di azioni contingenti ed emergenziali, è urgente.

Come agire su informazione e formazione per minimizzare i rischi

Un primo tema riguarda sicuramente quello dell’informazione al turista: viaggiare con consapevolezza è un primo passo per mettersi al sicuro e minimizzare i richi.

L’altro grande fronte è quello della messa in sicurezza di destinazioni e di servizi turistici. Per questo non bastano solo interventi di presidio e monitoraggio ma vi è oggi la necessità di educare gli operatori di settore alla gestione di attacchi terroristici o di momenti di crisi che scaturiscono da eventi calamitosi di varia natura.

A oggi queste competenze spesso non sono presenti nelle strutture e nel personale che vi opera a contatto con il cliente-turista e le conseguenze possono essere drammatiche. Prima di tutto in termini di vite umane.

Vi sono poi effetti  economici più immediati – calo delle prenotazioni post-evento – e quelli più persistenti  legati alla reputazione della destinazione o della struttura (hotel, villaggi ecc.) fino ad arrivare a questioni legate alla gestione delle responsabilità assicurative. Per gestire tutto questo c’è bisogno di competenze specifiche, di analisi e di dati attendibili e costantemente aggiornati, di piani di protezione e di sviluppo mirati.

In questa direzione Università Cattolica ha rafforzato la sua presenza e la sua azione a beneficio sia dei viaggiatori sia del settore turistico.

Università Cattolica per un Turismo Sicuro

Il Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale (Cesi) dell’Università Cattolica ha infatti pubblicato sul proprio sito alcune schede informative utili agli studenti e ai turisti per organizzare al meglio e nel modo più sicuro i propri viaggi.

A supporto di imprese e territori opera poi ITSTIME - centro di ricerca sulla sicurezza dell’Ateneo - che affianca gli operatori con azioni mirate di ricerca e di formazione con la propria area “Turismo Sicuro” e che monitora costantemente l'evoluzione della situazione nelle diverse aree del mondo.

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