Università Cattolica del Sacro Cuore

Relazioni ad invito

Viticoltura di precisione: successi, limiti e potenzialità dopo 10 anni di esperienze

Alessandro Matese
Ricercatore presso l’Istituto di Biometeorologia di Firenze del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Area scientifica: Agricoltura di precisione, Cicli biogeochimici, Ecosistemi agroforestali mediterranei, Telerilevamento, Droni, Wireless Sensors Network, Viticoltura, Agrometeorologia, Climate change, Geostatistica.
Laureato in Scienze Naturali presso l’Università di Firenze nel 2003. PhD in Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari presso l’Università di Torino nel 2014. Si occupa di agricoltura di precisione.
Background scientifico in progettazione, sviluppo e installazione di piattaforme e attrezzature tecniche e scientifiche per lo svolgimento di attività di ricerca nell’ambito dell’agricoltura di precisione. Responsabile di campagne di acquisizione ed elaborazione di dati remoti da piattaforma UAV (Unmanned Aerial Vehicle) in ambito di attività di caratterizzazione della variabilità spaziale e temporale (stress biotici e abiotici) delle colture tipiche del bacino del mediterraneo (vite, olivo, cereali). Studio delle interazioni tra biosfera ed atmosfera a scala locale e regionale, monitoraggio agroforestale, interazioni tra ecosistemi e qualità dell’aria. Implementazione hardware e software di stazioni di rilevazione flussi di anidride carbonica (tecnica Eddy Covariance). Zonazione agricola e monitoraggio dei parametri micro-meteorologici per la caratterizzazione della variabilità spaziale e temporale dei sistemi colturali mediterranei (cerealicoltura, orticoltura e viticoltura). Miglioramento delle tecniche di elaborazione delle immagini da telerilevamento aereo e da drone per il calcolo degli indici vegetazionali, studio della correlazione con i dati eco-fisiologici delle piante e messa a punto di strumenti di supporto decisionale. Uso della modellistica e informatica applicata all’agricoltura, mediante software specifici e sistemi informativi geografici, volti anche alla produzione di informazioni a supporto delle scelte di gestione.
Numerosi i progetti di ricerca, pubblicazioni e attività di trasferimento tecnologico e divulgazione. Attività e progetti per quanto riguarda il monitoraggio su colture quali vite e cereali in collaborazione con istituti italiani (CREA-CER Foggia, CREA-GPG Fiorenzuola d’Arda, CREA-SCA Bari, CREA-VIT Conegliano, UNIFI, UNIPG, UNICATT) e centri di ricerca esteri (SupAgro INRA, UNI Navarra, Jülich Plant Phenotyping Centre, UNI Valencia). Numerose le collaborazioni su progetti di ricerca con aziende importanti nel settore agroalimentare (Barilla, Antinori) e aziende di servizi che operano nella disseminazione di tecnologie volte all’agricoltura di precisione. Ha al suo attivo più di 30 pubblicazioni su riviste ISI - Thomson Reuters.


Genomica applicata in viticoltura: strumenti e prospettive

Riccardo Velasco
PhD. Direttore del Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia (CREA-VE), Italy. 

Riccardo Velasco ha ottenuto la Laurea in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1990 e il Dottorato di Ricerca in Biologia Molecolare all’Università di Colonia (D) nel 1995. RV è stato per 12 anni il Responsabile del Dipartimento di Genomica e Biologia delle Piante alla Fondazione E Mach di San Michele all’Adige dove ha lavorato come Senior Scientist dal 1999. Dal 1 settembre 2017 è il Direttore del Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria. RV ha pubblicato oltre 140 lavori impattati e capitoli di libro in genetica, genomica, breeding assistito e biologia delle piante su diverse specie coltivate.

Come responsabile di dipartimento ha guidato diversi progetti genoma di specie da frutto, mentre precedentemente ha lavorato prevalentemente sui cereali. I principali progetti sulla genomica della vite, del melo e di altre piante da frutto hanno prodotto numerosi genomi utilizzati a supporto del breeding assistito. Programmi di genomica applicata hanno costituito la più proficua novità nel campo del miglioramento genetico assistito. Più recentemente si è impegnato nel new generation breeding producendo diversi lavori nei quali sono stati identificati geni di resistenza ai maggiori patogeni e protocolli dedicati al genome editing.