Università Cattolica del Sacro Cuore

Shakespeare economista

Incontro  23 febbraio 2015
Aula: Chiostro Nina Vinchi – Piccolo Teatro di Milano, Via Rovello, 2 -  Ore: 17.00
Shakespeare.jpg Se King Lear battesse falsa moneta…

Perché Shakespeare economista? Perché Shakespeare è Shakespeare anche nell’ambito dei rapporti tra l’esperienza letteraria (in) inglese e l’esperienza economica: acuto osservatore delle trasformazioni economiche del suo tempo; raffinatissimo interprete sulla scena della dialettica coeva tra terra e denaro; protagonista consapevole dei diversi ambiti d’azione dell’homo oeconomicus in quegli anni; saldamente radicato nella storia di chi lo ha preceduto; lungimirante perché capace di scrutare il cuore dell’uomo; insomma, Shakespeare. Tanto più significativo in questi nostri anni difficili e nella cornice delle celebrazioni shakespeariane 2014-2016.
Secondo l’anglista Frederick Turner, il Bardo per antonomasia è utile persino agli economisti poiché propone di concepire «un’economia come una compagnia teatrale, un gruppo di attori, la cui interazione genera la trama dell’opera: come quest’ultima, un’economia politica è fatta da persone le cui differenze e conflitti formano una totalità artistica che è più grande della somma delle loro parti».

 

Se King Lear battesse falsa moneta…

Enrico Reggiani - Università Cattolica del Sacro Cuore
Chiostro Nina Vinchi – Piccolo Teatro di Milano, Via Rovello, 2

 “They cannot touch me for coining. I am the King himself” (atto IV, scena vi, v. 83). Attori di sicuro prestigio come Simon Russell Beale preferiscono pronunciare la più comoda versione di questo verso problematico del King Lear shakespeariano che sostituisce “crying” (piangere) a “coining” (battere moneta). Traduttori del valore inossidabile di Agostino Lombardo e Giorgio Melchiori lo orientano moralmente interpretandolo come “non possono accusarmi di batter falsa moneta”. 

Come leggere l’inflessione monetaria di queste parole del protagonista, le prime che egli pronuncia mentre si aggira sperduto in preda alla pazzia e che, come scrisse lo studioso di estetica statunitense Morris Weitz (1971), sono, al tempo stesso, “chiara memoria di questa sua regia prerogativa” e risonanza della sua identità di “uomo […] sovrano della propria economia valoriale”?

DUE CORNICI MUSICOLETTERARIE
 
Henry Purcell
(da) The Fairy Queen: Ciaccona per 3 violini e violoncello

Felix Mendelssohn,
(da) Ein Sommernachtstraum: Ein tanz von Rupeln (trascrizione per quartetto d'archi)

Andon Manushi e Mariateresa Amenduni - violini I
Lucia Demichelis e  Luciana Lopes - violini II
Laura Bosso e Andela Jelic - violini III
Francesca Bongiorni - violoncello



Referente Informazioni:

DIPARTIMENTO DI SCIENZE LINGUISTICHE E LETTERATURE STRANIERE

E-mail:

dip.linguestraniere@unicatt.it

In collaborazione con:



Sponsorizzato da:

DIPARTIMENTO DI SCIENZE LINGUISTICHE E LETTERATURE STRANIERE

Calendario completo degli incontri (206,83 KB)