Università Cattolica del Sacro Cuore

Disponibilità liquide del Tesoro e debito pubblico

A gennaio 2018 le disponibilità liquide del Tesoro sono quasi raddoppiate rispetto al mese precedente, con un conseguente aumento del debito pubblico che raggiunge i 2.280 miliardi di euro (132,8 per cento del Pil). Il forte calo della liquidità iniziato a novembre 2017 e proseguito a dicembre, che ha fatto registrare una diminuzione del debito pubblico a fine 2017 (131,5 per cento del Pil), appare come una riduzione temporanea orientata a un window dressing di fine anno per migliorare la posizione dello Stato prima del giudizio della Commissione europea di inizio marzo e della redazione del Documento di Economia e Finanza.

Secondo i dati della Banca d’Italia, a gennaio le disponibilità liquide del Tesoro sono aumentate dell’85 per cento rispetto al mese precedente.[1] Il debito pubblico è aumentato di conseguenza, arrivando a 2.280 miliardi di euro (132,8 per cento del Pil, +24 miliardi rispetto a dicembre 2017). La forte diminuzione della liquidità del Tesoro iniziata a novembre 2017 e proseguita a dicembre, aveva fatto registrare un calo del rapporto debito Pil (131,5 per cento a fine 2017, -0,5 punti rispetto all’anno precedente). La temporanea diminuzione della liquidità appare quindi legata a un window dressing per migliorare la posizione dello Stato a fine anno, in vista sia del parere della Commissione europea di inizio marzo che della redazione del Documento di Economia e Finanza attesa per aprile 2018.[2]

Difatti, se la liquidità del Tesoro a dicembre fosse rimasta al livello del 2016, il rapporto tra debito pubblico e Pil a fine 2017 sarebbe risultato pari al 132,2 per cento, in leggero aumento rispetto all’anno precedente. 3 Sebbene in crescita, il valore della liquidità a gennaio 2018 è ancora del 36 per cento inferiore rispetto al gennaio precedente e del 15 per cento più basso della media degli ultimi 6 anni.[3]


 [1] Banca d’Italia, Fabbisogno e debito, Collana Statistiche, marzo 2018.

[2] Il valore del debito pubblico considerato dalla contabilità nazionale ed europea è quello registrato alla fine dell’anno.

[3] Si veda la nota dell’Osservatorio CPI “Conti Nazionali e indebitamento delle Amministrazioni Pubbliche”