Una storia di affezione


Maria Clotilde Mosconi, studentessa UC degli anni 40, torna dopo 75 anni a rivedere la Sua Università

 «A Padova non c’era la Facoltà di Magistero. Ezio Franceschini, che era molto amico di mio fratello, mi disse che in Cattolica c’era. Così ho scelto di studiare in Università Cattolica e mi sono trasferita a Milano. Vivevo in Piazza Piola 14». La Professoressa Maria Clotilde Mosconi - “Mariuccia” per gli amici - desiderava tanto tornare nei chiostri di Largo Gemelli e continuava a chiedere alla figlia se fosse possibile coronare questo sogno. Così lo scorso 28 novembre, “Mariuccia”, con grande gioia e commozione è tornata nel suo ateneo dopo 75 anni.

 A darle il benvenuto, il dott. Mario Gatti, Direttore della Sede di Milano, che le ha fatto rivedere la sua tesi del 1942 su Maddalena Campiglia, poetessa vicentina del Cinquecento.  Il relatore - il Prof. Alberto Chiari – le aveva detto: “Le avremmo  dato un 110 lode ma la sua media fa 104 e non riusciamo a darle  110”» racconta divertita. E aggiunge che essendoci la guerra in quegli anni, per paura dei bombardamenti, la laurea era avvenuta negli scantinati dell’Università.

 Mariuccia ha 97 anni portati con eleganza e compostezza, due occhi lucidi e colmi di gratitudine per una vita piena da raccontare a figli e nipoti, che con cura e dedizione si prendono cura di lei.

 Passeggiando tra i chiostri le tornano alla mente i ricordi di un tempo lontano: l’ingresso, gli alberi, i corridoi del primo piano con le aule dove andava a lezione. Ricorda quando studiava in biblioteca, le classi divise tra maschi e femmine e la figura, sempre presente, di Padre Gemelli: «Eravamo un gruppo di amici all’ingresso e ad un certo punto è arrivato Padre Gemelli che ci chiese che cosa stavamo facendo. Io gli risposi “non si sente che stiamo cantando?”. Ci ha mandati tutti nelle nostre aule perché stavamo cantando e non si poteva! Padre Gemelli girava spesso nei chiostri e noi studenti avevamo molta soggezione di lui». In un’altra occasione, invece, Padre Gemelli l’aveva convocata nel suo ufficio per dirle: “Signorina, ci sono due studenti che si azzuffano nei chiostri perché entrambi le fanno la corte. Si decida: scelga o uno o l’altro, ma che non ci siano più queste scene nei nostri chiostri!” Ancora sorride a raccontare questi episodi che la portano lontano nel tempo. Continua a raccontarci la sua storia: dopo la laurea, Mariuccia è tornata a Padova dove ha iniziato la professione di insegnante, che ha tanto amato: «La prima scuola è stata una scuola media, dove ho insegnato latino. Poi ho cambiato zona e ho insegnato anche geografia, un’altra materia che mi era cara. Ricordo con piacere le lezioni del Prof. Giuseppe Nangeroni…».

Mariuccia è sicuramente un alumna d’eccezione e il suo desiderio di tornare testimonia un’affezione all’Ateneo che dura negli anni e segna nel profondo la vita: «La Cattolica ha significato molto per me: ho fatto incontri importanti, sia per le amicizie nate sia per i professori con cui c’era una grande confidenza e ci insegnavano con amore» conclude Mariuccia.

La storia di Maria Clotilde Mosconi ci testimonia quanto di recente ha affermato il Magnifico Rettore: “I nostri alumni sono la migliore testimonianza della missione formativa dell’Università Cattolica: possiedono e diffondono un patrimonio di esperienze umane, culturali e professionali di inestimabile valore per l’intera società”.


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per gli amici "Mariuccia"

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la tesi con il Prof. A. Chiari

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in Aula Pio XI

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madre e figlia

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